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    idea numero ventitré

   

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Commenti

  • PlacidaSignora  On 18 novembre 2004 at 10:16

    Strike!
    ;-)*

  • utente anonimo  On 18 novembre 2004 at 18:00

    Knockin’ on heaven’s bowling

  • edifranza  On 19 novembre 2004 at 07:45

    immagine fessurata
    ciao
    p.

  • RobertoTossani  On 19 novembre 2004 at 09:39

    Ossignur.
    A volte riesci ad avere delle associazioni semantiche che mi sbalestrano.
    Grazie, splendore.

  • utente anonimo  On 19 novembre 2004 at 10:07

    perciò non riuscivo ad entrare
    c’è una pallina nel buco della serratura acc….
    ma si gioca sempre quiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!

  • matisse  On 19 novembre 2004 at 17:36

    ciao signora, ciao blogghino, ciao p., ciao sbalestrato, ciao L.

  • aitan  On 19 novembre 2004 at 18:01

    L’omino è uno e trino, la palla seguendo una traettoria razionale lo abbatte…
    Non c’è più religione.
    Si apre una nuova porta. Comincia un mondo nuovo.

  • utente anonimo  On 21 novembre 2004 at 09:57

    ma si apre veramente la porta? oppure l’omino si limita a spiar e dal buco della serratura? (quando la pallina non lo abbatte, è ovvio)

  • utente anonimo  On 21 novembre 2004 at 09:59

    la maniglia in fondo è troppo in alto, è fuori portata per l’omino (a meno che non si tratti di Kareem Abdul-Jabbar o Michael Jordan…)

  • matisse  On 21 novembre 2004 at 11:48

    L’omino “è”, talvolta, la serratura. E questo voleva essere (credo) un “manifesto” a favore della libertà di sguardo, per l’abbattimento delle barriere architettoniche del vedere.

    “Si c’est à voir, je l’ai vu” faceva dire Proust al duca di Guermantes ogni volta che si parlava di un’opera di un museo o del Salon, che lui (il duca) non ricordava.

    Benvenuto sanders, bonjour aitan, bonne journée, dademar 🙂

  • farolit  On 21 novembre 2004 at 12:12

    Bonjour Monsieur Matisse!
    Enchenteè!
    Mi chiedevo: il suo geniaccio hai mai pensato a produrre un libro d’artista o un libro opera?
    Le lascio un punto interrogativo

    ?

    sapendo, ça va sans dire, che saprà farne buon “uso”.

    🙂

    Aurevoir

  • utente anonimo  On 21 novembre 2004 at 12:36

    (Adesso voglio proprio vedere cosa risponde)

  • utente anonimo  On 21 novembre 2004 at 13:25

    “quando il gioco si fa serio, è serio tutto ciò che si fa gioco”

    bonjour matisse,
    spero mi capirai se abbatto il monsieur 🙂
    la tua retro-analisi sulla genesi del gioco e dell’omino è così limpida che resterei per ore a leggerla… attraverso il buco della serratura, ovvio 🙂
    tra tanta ragione al servizio del gioco, ne ha però una bella razione anche farolit…
    a quando il prossimo libro? 😉

  • utente anonimo  On 21 novembre 2004 at 13:32

    l’utente anonimo di cui sotto sarei io, eh! 🙂
    ma forse si capiva 😦
    o forse no 🙂
    però mi sa più di sì :/

    ciao!
    kara-dademar 😉

  • matisse  On 21 novembre 2004 at 13:47

    (Adesso voglio proprio vedere cosa rispondo)

    Bonjour Farolit, (fin qui tutto bene), un beau soleil, aujourd’hui, hein? (anche questo non è male). Que disais-tu? Un…quoi? Comment? Où? Quand? Qui? (Qui mi son già persa, aspetta, rileggo).

    Un libro. Un esemplare-opera. Sarebbe perfetto per il mio vero nome. Una buona idea, non fosse che trovare un editore a colori è pressoché impossibile. Ho pubblicato quattro piccoli libri di poesia, c’erano delle immagini altrettanto minuscole in b/n, nulla di che far piangere la casa editrice.
    Sì, credo mi piacerebbe un libro-opera dipinta da mettere in mezzo all’erba di un prato. Resterei lì seduta ad osservare con cura le reazioni: lettrice dei miei lettori.
    Qui sait… à ce jour, peut etre… 🙂

  • matisse  On 21 novembre 2004 at 13:56

    kara-dademar, però te dimmelo quando posti in (autrice) contemporanea, altrimenti poi faccio ancor più confusione di quella che già, quotidianamente, invento 🙂
    Il mio prossimo libro comincerà alla fine della tua prefazione (ci sarà tempo, mi sa, visto che bella giornata, oggi? 😉

  • utente anonimo  On 21 novembre 2004 at 14:06

    E’ così bello che quasi quasi mi metto a scrivere…
    quasi…
    qua…

    dademar :/
    (I’m singing in the rain, just singing in the rain… magari se piove, eh! 🙂

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