E venti volte lo guardai di nuovo.

Quando tempo, diceva, ci sarà,

tornerò da te con due dozzine

di rose bianche, con semplicità

toglierò una ad una le tue spine.

Non pioveva forte, c’era una pioggia. Fine.






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Commenti

  • PlacidaSignora  On 25 novembre 2004 at 16:52

    E’ semplicemente perfetta.
    :-*

  • aitan  On 25 novembre 2004 at 16:59

    Meraviglioso.
    Fine.

  • leida  On 25 novembre 2004 at 17:20

    Tvb

  • utente anonimo  On 25 novembre 2004 at 17:48

    Quella “pioggia. Fine” è un piccolo capolavoro nel capolavoro.

  • utente anonimo  On 25 novembre 2004 at 20:09

    la pioggia fine=schizzichea in lingua napoletana 🙂

  • matisse  On 25 novembre 2004 at 20:15

    Sto cercando da cinque minuti un sinonimo per “grazie”, ma ha tanta grazia quella parola che mi sa userò, ancora una volta, quella. Fate come l’avessi pensata e scritta 🙂

  • arden  On 25 novembre 2004 at 22:09

    senza parole. per l’ammirazione.

  • libertango  On 26 novembre 2004 at 20:02

    Passato e futuro, e l’intessità della delicatezza del momento. Si potrebbe fermare l’attimo con la danza di un canto, contando. I neumeri, che mistero, che ritmo.

  • tt  On 26 novembre 2004 at 20:04

    hai dei grandi talenti, matisse.
    è bello poterne godere qui.

  • matisse  On 26 novembre 2004 at 20:20

    Voi non potete sapere quanto è importante quel che scrivete. Mi aiuta ad allontanare qualche dubbio e, a volte, a dubitare di qualche certezza.

  • scrivo.org  On 27 novembre 2004 at 11:03

    di nuovo cambierei qualcosetta, tipo:
    “e una a una, toglierò le tue spine
    non pioveva forte
    e c’era una pioggia, (ed era) fine.”

    è bella, sei brava.

  • scrivo.org  On 27 novembre 2004 at 11:04

    il .Fine.
    mi sembra troppo enfatizzante et pretenzioso, insomma.

  • leida  On 27 novembre 2004 at 15:28

    Invece io lo trovo di una semplicità disarmante. L’eleganza è togliere, non mettere “e” “,” .

  • matisse  On 27 novembre 2004 at 18:39

    […]
    Quando tempo, diceva, ci sarà,
    tornerò da te con due dozzine
    di rose bianche, con semplicità
    e a una a una toglierò le tue spine […]
    ho provato a leggerla ad alta voce, non mi sembra sia funzionale al suono. M’incespico su tutte quelle vocali.
    Grazie mille, però 🙂

  • utente anonimo  On 28 novembre 2004 at 13:03

    felice di rileggerti, matisse!

  • matisse  On 28 novembre 2004 at 19:25

    Grazie, felice (uff.. ma perché con i nuovi disegnini di splinder non riesco più a sapere chi mi scrive? Se potete (se volete) lasciate il nome nel corpo del mes-saggio 🙂

  • PlacidaSignora  On 28 novembre 2004 at 19:47

    Posa la freccina mouse sulla “casina”, vedrai il nome…
    (però era più comodo prima secondo me :-)*

  • matisse  On 28 novembre 2004 at 21:18

    Ops, grazie, signora! Nella casina c’era mauro e la sua casina.
    Ciao mauro, felice di rivederti, come fai a stare tutto lì dentro? 🙂

  • utente anonimo  On 28 novembre 2004 at 21:39

    il web non è così grande come si dice, in effetti… ho un tuo indirizzo di elettroposta troppo vecchio, per fortuna son capitato in questo bel posto – mauro

  • utente anonimo  On 28 novembre 2004 at 22:05

    Sono la Misery.
    Che ha letto per tre volte “due tazzine di rose bianche”.
    Dev’essere l’ansa fatta di parole, dev’essere. Baci matix 🙂

  • RobertoTossani  On 29 novembre 2004 at 08:10

    Noi sappiamo e ci siamo già scritti su questa poesia di Giulia Niccolai, ma voglio metterla qui:

    “Igea travagliato
    trento treviso e trieste
    di disgrazia in disgrazia
    fino pomezia.
    Como è trieste Venezia…”

    Bacini.

  • matisse  On 29 novembre 2004 at 08:11

    Mi piace molto la tua lettura del fondo delle tazzine, Mis.
    Dimmi subito quello che hai visto, prima che l’ansa riporti la notizia. Baci a te 🙂

  • utente anonimo  On 29 novembre 2004 at 12:05

    Sarà la risposta alla poesia che ho scritto oggi. Certamente.

  • utente anonimo  On 29 novembre 2004 at 12:50

    Eventi, wolts, lo guadai
    quanto denso, diceva di sera,
    preparerò il té con due tazzine,
    bianche, con semplicità
    toglierò ad una ad una le due bustine.
    Non bevevi forte, era un bel gusto. Lime.

    saluti,
    Matteo

  • matisse  On 29 novembre 2004 at 18:30

    Benvenuta Anna, bentornato Matteo. Buoni ricordi, Tox.

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