29 luglio 1890

            – campo di grano con corvi  –

         

          Contò le diverse sfumature

          un istante prima di guardare

          Eppure….

          Vedere non è una certezza

          Vediamo con tanti impossibili occhi

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Commenti

  • RobertoTossani  On 11 gennaio 2005 at 17:32

    D’altra parte che vi è di certo, in questa impossibilità logica e concreta che è la nostra esistenza che viviamo a tutti i costi?
    (be’, sono partiti i saldi, però…)
    :-*

  • utente anonimo  On 11 gennaio 2005 at 17:35

    E se fossero solo occhi possibili? E reali? E gli unici che contino veramente?

  • matisse  On 11 gennaio 2005 at 17:36

    Adesso vorrei sapere come avete fatto a scrivermi mentre io ero ancora alle prese con l’aggiorna/cancella/pasticcia dell’edit. Mi tendete gli agguati. Mi! 🙂

  • matisse  On 11 gennaio 2005 at 18:07

    E se fossero solo occhi possibili? E reali? E gli unici che contino veramente?

    Nel senso di rendere possibile l’impossibile? Possono i soli occhi, per esempio, vedere sé stessi? Non è attraverso l’intermediazione di un’immagine che è solo l’imitazione del modello, che gli occhi guardano?
    (E da uno a dieci, quanto mi sono già persa?)

  • tulipani  On 11 gennaio 2005 at 21:05

    Puoi contare su di me a occhi chiusi, babe.

  • arden  On 12 gennaio 2005 at 08:37

    Cara Matisse, rispondo anche qui alla tua domanda tra i miei commenti: Gloria è pennastilo e i commenti sulla paura li trovi QUI.

  • arden  On 12 gennaio 2005 at 08:47

    Certi paesaggi, certi cieli ecc., per esempio, abbiamo imparato a vederli attraverso i pittori che rappresentandoli ci hanno “insegnato” a vederli, e a vederli dal loro punto di vista. Persino li vediamo attraverso gli occhi di certi scrittori.
    per esempio: Venezia del Canaletto, le nuvole barocche come nelle cupole di tante chiese, le borgate romane di Pasolini, i campi di Van Gogh o i suoi girasoli…

  • matisse  On 12 gennaio 2005 at 09:16

    Contare sui tulipani è cosa che mi rassicura (che ho appena letto i commenti nel blog di Gloria e sono qui, nascosta sotto il letto)

  • matisse  On 12 gennaio 2005 at 09:18

    Arden! E’ il primo commento che mi arriva a colori! Sono quasi e persino emozionata 🙂

  • giowanni  On 12 gennaio 2005 at 11:12

    L’occhio non può vedere che se stesso
    e ciò che vede è la propria ombra opaca
    sull’essere di cui si crede una finestra
    e invece lo contiene.

    (è un’auto-citazione).

  • matisse  On 12 gennaio 2005 at 11:30

    Non so se sto tutta in un occhio solo, se un solo sguardo riesce a contenere il volo

    (matisse che passeggia sulla rima palpebrale)

  • pennastilo  On 12 gennaio 2005 at 22:21

    Matisse, non volevo spaventarti…

  • matisse  On 13 gennaio 2005 at 08:28

    Nemmeno io volevo farti credere d’essere del tutto spaventata
    (ma adesso non uscire di colpo dall’armadio! 🙂

  • utente anonimo  On 13 gennaio 2005 at 12:58

    Ieri ci vedevo due piedi lasciati lì da uno che si è levato in volo. Oggi ci vedo due piedi lasciati lì da uno che si è tuffato sotto. Però questo tale non lo vedo mai; la cosa mi inquieta. Il mio unico occhio impossibile è forse ipermetrope?
    Bisou, Mise*

  • tulipani  On 13 gennaio 2005 at 15:37

    (ma è Misery, quella lì?)

  • matisse  On 13 gennaio 2005 at 15:52

    Sì, da brava guardarobiera ora si occupa anche della condizione delle calzature e il tutto con un solo occhio (di riguardo).
    🙂

  • tulipani  On 14 gennaio 2005 at 08:56

    Dici a Misery, per favore, che Approssimazione la saluta? (Io vedo, con due occhi lievemente astigmatici, un francobollino con dentro un campo di grano e corvacci malefici. Ma non è che si potrebbe avere un ingrandimentino?)

  • cartographe.fou  On 14 gennaio 2005 at 11:39

    si potrebbe vedere campo e corvi un po’ più in grande? prima della prossima estate dico.
    ciao né.

  • utente anonimo  On 14 gennaio 2005 at 11:58

    CIAO APPROX!!!!! :)))))
    Misery
    ((Matisse pardon
    per l’urlo e la mala educacion…))

  • matisse  On 14 gennaio 2005 at 14:19

    Ehm. Io non ho operato (nel senso di: lavorare sull’opera) trasformazioni al campo di grano di Van Gogh.
    L’ho messa lì a guisa di immagine esplicativa al testo (mi sa che ho reso chiaro un bel nulla, quindi niente di nuovo sul fronte occipitale 🙂

  • matisse  On 14 gennaio 2005 at 14:27

    Misery, avete la mia bénédiction 🙂

  • prufrock1962  On 14 gennaio 2005 at 19:01

    sì, mi piace pensare che siamo tratti liberamente dal nostro guardare

  • joni  On 15 gennaio 2005 at 10:19

    vedere è un sentimento

    .. a presentirsi
    mati’ s eyes !

  • licenziamentodelpoeta  On 15 gennaio 2005 at 10:24

    Altro che certezza. Io vedo una cosa, mi giro da un’altra parte o sbatto le palpebre, e quella è cambiata. Allora penso, spesso, “ma vaffanculo”. Vorrei, come diceva il tale, un centro di gravità ecc. ecc.

  • utente anonimo  On 15 gennaio 2005 at 14:22

    mattisse. felice 2005, prima. e felice natale 2004 e felice pasche 2005.
    dopo: tu amereste farmi un disegno di: un’ estate, meglio se anche bella, vacche, da sole, luna al este formato neo bianco, il mare, l’orizzonte, una nuvola, una cupola, i contorni definitti separando il materiale cielo del materiale terra del materiale mucca. Tutto in segreto communicato e non fino al big band. Di titolo, rubato a un neurobiologo, “a cosa pensano i calamari?” è per iluminare un frammento mio molto buio.
    e che modo, già, ma se non come ti lo domando se non.
    se lo fai, puoi metterlo qui e io me lo prendo come l’altra volta e lo faccio circolare sempre col tuo nome di matisse

    llu

  • matisse  On 15 gennaio 2005 at 17:23

    – Vero, prufrock, ma ne siamo anche liberamente trattenuti (ossimoro pomeridiano)

    – A pres-agirci, joni

    – Davide, se le volti le spalle o sbatti forte le palpebre, mi sembra normale che la “cosa” cambi atteggiamento 😉

    – llu, scusami tanto, ma temo di non avere tempo in questo periodo. Dovessi trovarne, ci proverò, prometto. Tanti auguri per il buio e un grande bacio

  • tt  On 15 gennaio 2005 at 22:42

    vedere trascende ciò che appare.

  • utente anonimo  On 17 gennaio 2005 at 15:56

    ok:)
    poi…auguri per il buio, si festeggia
    l’oscurità?

    Llu

  • matisse  On 17 gennaio 2005 at 17:38

    Be’, certo, visti così, gli auguri… Ma come hai fatto a vederli, llu, con tutte quelle tenebre?

    ciao tt 🙂

  • cf05103025  On 18 gennaio 2005 at 18:40

    Come si fa a vedere con gli occhi di dentro?
    I colori si animano
    i campi i prati diventano mari
    e volano corvi con le teste di papi

    faranno santo Bonifazio VIII
    e io me ne starò nascosto
    e fargli le corna
    con gli occhi mentali

    poi mi berrò del vino bianco
    dormendo scivolando dondolando
    sulle onde di onduline
    ovvero la tettoia di fronte
    ovvero sulle tette di Michelle
    che son dolci come il mielle

    MarioB.

  • matisse  On 19 gennaio 2005 at 16:09

    Benvenuto, signor pittore.

  • cf05103025  On 19 gennaio 2005 at 19:14

    vengo con questa mia
    scopo saluto
    e grazie
    e via
    ovvero ciau

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