Distrazioni:

    idea numero ventotto: l’oeuvre

   

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Commenti

  • ostelinus  Il 6 febbraio 2005 alle 18:39

    a modo tuo sei un genio! 🙂

    linus

  • matisse  Il 6 febbraio 2005 alle 18:46

    E tu fulmineo 🙂

  • RobertoTossani  Il 7 febbraio 2005 alle 07:58

    Questa volta mi hai l’asciato abbocca a-perta.
    Bacino.

  • manginobrioches  Il 7 febbraio 2005 alle 10:40

    come dire… apre la mente…

  • prufrock1962  Il 7 febbraio 2005 alle 11:39

    c’è una pagina bianca ed una strana oscurità quando vi apri le parole (fuori dai margini)

  • utente anonimo  Il 8 febbraio 2005 alle 00:34

    E tu, tu sei il cuoco di questo ennesimo collage geniale. Tu sei lo chef, lo chef-d’oeuvre.

  • matisse  Il 8 febbraio 2005 alle 10:34

    – E dire che non c’era neppure l’amo, signor Tox 😛

    – grazie per la brioche a colazione, madame 🙂

    – prufrock, un giorno o l’altro, dovrò farti leggere la prefazione al mio penultimo libretto. S’intitola: la compensazione dei contrari. Lì s’incontrano il bianco ed il nero, la luce e il buio. Tutto questo per dire: ci sei.

    РBandini, ̬ un piacere apparecchiare per lei.

  • utente anonimo  Il 8 febbraio 2005 alle 12:47

    L’ouverture è la parte che, come compositotre, più m’importa.

    saluti

  • cf05103025  Il 9 febbraio 2005 alle 08:45

    l’oevre
    qui s’ouvre,

    già,
    Marcel Duchamp fece una porta
    che non andava da nessuna parte,
    un altra con due buchi nei battenti
    in cui, chi ci ficcava occhio,
    vedeva una singolare madamina
    molto coloratina
    assai vaporosa

  • cf05103025  Il 9 febbraio 2005 alle 08:45

    e poco virtuosa

  • matisse  Il 10 febbraio 2005 alle 16:23

    – E così siamo a quattro significanti, matteo, grazie.

    – Ricordo solo una porta azzurra, cf051, hai un’immagine dell’altra, per favore?

  • cf05103025  Il 10 febbraio 2005 alle 16:38

    Bisogna cercarla su di un sito dedicato a M.Duchamp e trascrivo:

    “Ma ad un’ultima opera egli si dedica, in assoluta segretezza, per circa venti anni, dal 1946 al 1966: «Etant donnés: 1. la chute d’eau, 2. le gaz d’éclairage». L’opera, enigmatica sin dal titolo, consiste in una porta di legno consunta, dalle cui fessure, sbirciando oltre, si coglie una visione parziale di una ragazza distesa nuda con una lampada a gas in mano. “

  • astrokudra  Il 11 febbraio 2005 alle 11:34

    qu’elle me reveille!

  • arden  Il 13 febbraio 2005 alle 11:01

    Un’opera aperta…

  • matisse  Il 13 febbraio 2005 alle 18:05

    E’ bello giocare con voi 🙂

  • huncke  Il 14 febbraio 2005 alle 13:24

    sono passato, attraverso il solito metodo dei 6 gradi di separazione..

    mi piacciono le tue idee, sono opera tua? quale software usi x realizzarle?

    che il genio della patafisica ti soffi sempre nelle orecchie..

  • inthesky  Il 15 febbraio 2005 alle 21:42

    !

  • matisse  Il 16 febbraio 2005 alle 09:41

    Ben arrivato, huncke.
    Sì, le idee sono frutto (e fiore e foglie) delle mie idee e utilizzo (malissimo e all’uno per cento delle sue possibilità) Photoshop per realizzarle. Ho l’impressione, dopo aver visitato il tuo blog, che tu sia molto più abile di quanto lo sia io 🙂

  • matisse  Il 16 febbraio 2005 alle 09:42

    ! a te, inthesky.

  • cf05103025  Il 19 febbraio 2005 alle 11:35

    Per voir l’animation di Etant donnès, andate a :
    http://www.freshwidow.com/etant-donnes2.html

  • matisse  Il 20 febbraio 2005 alle 13:30

    merci bien 🙂

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