Ricreazioni:

    D’après-moi: Feldman

     

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Commenti

  • PlacidaSignora  Il 13 febbraio 2005 alle 19:12

    Delicata come un petalo, leggiadra come un fiore.

  • RobertoTossani  Il 14 febbraio 2005 alle 10:05

    Ieri eri troppo romantica.
    Quella è una teiera e basta.
    Bacione, splendida creatura.

  • prufrock1962  Il 14 febbraio 2005 alle 15:01

    la dottrina degli spazi / la dottrina delle forme

  • cf05103025  Il 14 febbraio 2005 alle 19:14

    io credo che illa a manca
    sia una personcina
    con in capo rossa cappellina
    un braccio levato
    saluta la mattina

    mentre a dritta
    sta la calla volta in giuso,
    cerca forse
    de l’Ade il pertuso

  • utente anonimo  Il 15 febbraio 2005 alle 10:06

    Bello questo ribaltamento, del su per giù, del dentro per il fuori (fiori).

  • melusinach  Il 15 febbraio 2005 alle 21:25

    … 🙂

  • matisse  Il 16 febbraio 2005 alle 09:57

    – c’est moi, placida signora, solo due degli innumerevoli “moi”, chiaro 🙂

    – ebbene, tox, lo confesso, ho persino un temperamento romantico. Ciao vecchia teiera 🙂

    – a destra c’è dunque un cal(l)larsi nel mondo sotterraneo, cf051, sì, è possibile.

    – bandini, lei non finirà mai di stupirmi.

    – melusinach, questo è il primo caso di lentiggini al di fuori di un viso 🙂

  • utente anonimo  Il 17 febbraio 2005 alle 14:12

    Di calle sono pieni i fossi sulla strada del mare. Sanno di calle le chiese d’estate. Sa di calle lo shantung di seta. Le calle sono ordinate, compunte e una volta aperte sfacciate, esplicite. Fanno arrossire le calle.

  • cf05103025  Il 17 febbraio 2005 alle 22:49

    Le calle mostrano i loro fisico interno in modo quasi immodesto o voluttuoso o troppo denso di eros, onde per cui le ascose sotterranee densità del desiderio si perdono in superficie in un’immonda platealità o treatralità vuoi profumazzo.

  • MIRELLADEPARIS  Il 17 febbraio 2005 alle 23:28

    lo stanno inseguendo, quel viso, lo hanno quasi raggiunto. Voltati indietro Mel. ogni tanto !
    Che fortuna approdare qui per caso!

  • matisse  Il 18 febbraio 2005 alle 14:00

    Ho apprezzato tutti gli interventi callosi, grazie 🙂

    Ciao Mirella, sei la benvenuta 🙂

  • MIRELLADEPARIS  Il 18 febbraio 2005 alle 16:10

    Grazie Matisse, tornerò volentieri.

  • batblackonga  Il 18 febbraio 2005 alle 16:56

    Rimango meravigliosamente esterrefatto dalla gratuita genialità di certa gente! La prima sensazione che mi è venuta entrando in questo blog è: sorpresa!

  • vera.stazioncina  Il 18 febbraio 2005 alle 18:54

    bello qui.. arte , lineare e semplice equilibrio di forme..poesia!:-))
    grazie a Mirella di aver segnalato questo blog!
    un sorriso e complimenti
    veradafne

  • prufrock1962  Il 19 febbraio 2005 alle 08:56

    questo capitolo è talmente piccolo che non si riesce a vedere 🙂

    (lo cito a memoria, spero correttamente)

  • tulipani  Il 19 febbraio 2005 alle 16:14

    Lo vedi? Io fino a oggi mi credevo che Feldman facesse solo Igor o il fratello più furbo di Sherlock Holmes nei film di Mel Brooks.

  • cf05103025  Il 19 febbraio 2005 alle 18:53

    Uno dice:
    la calla rovesciata, già,
    essa è molto simbolica,
    volge il suo nobile capo/petalo o corolla e l’enorme pistillo verso il basso,
    (già il pistillo verso il basso é simbolo di generazione che non avverrà),
    essa è come la torcia rovesciata che gli angeli tengono tra le mani
    alle porte delle regno delle ombre,

    ma tu o matisse,
    perchè invero l’hai messa
    a testa in giù?

  • matisse  Il 20 febbraio 2005 alle 09:39

    Ciao batblackonga, in quale accezione “gratuita genialità”? Se intendi che non richiede compenso, la mia ricompensa è in questo scambio. Se, invece, pensi a qualcosa di arbitrario, di ingiustificato, mi piacerebbe lo giustificassi 🙂
    In-certa gente.

  • matisse  Il 20 febbraio 2005 alle 09:50

    – E dire che pensavo non ci fossero più le vere stazioncine di una volta, ben arrivata a destinazione 🙂

    – prufrock, mi martello da un po’, ma non riesco ad individuare la citazione. Mi ricorda uno splendido biglietto che un amico, tanti anni fa, mi ha regalato al risveglio di un lungo viaggio in treno da Londra:
    “E’ bello vederti dormire, scrivere talmente piano da non leggere nulla”

  • matisse  Il 20 febbraio 2005 alle 09:54

    – Cara tulipani, fino a domenica scorsa lo pensavo anch’io 🙂

    – cf05103, l’avessi messa, la calla, a testa in su, dove sarebbe finita l’analogia di forme? 🙂

  • cf05103025  Il 20 febbraio 2005 alle 11:22

    Si vede che mi si era rovesciata l’analogia, orca,
    excuse moi,

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